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La balena parla a Pinocchio

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01-albero … nella trasparenza del suo  scheletro e pure nella lattescenza delle sue ossa, un’opera pari solo allo strazio che il cancro infligge con  corrosiva parsimonia. Icona e martire dell’ umana  indifferenza che ai posteri già consegna cadaveri dal vago e corrotto ricordo di quanto in realtà i leviatani in vita non rappresentassero.

Pinocchio – “Ooooh… che meravigliosa impalcatura, archi bianchi d’avorio per innalzare calcaree cattedrali o chissà quale imponenza d’essere marino... sei quindi tu la mia balena…”   

Balena – “Quel che in me resta di balena è solo l’idea, caro Pinocchio, lo scheletro intorno al quale era costruito lo stupore che ispirava negli uomini i miti e le eroiche gesta, così i loro figli conoscevano il valore ed il rispetto per le altrui fattezze.
Quando ad attraversarci erano solo le fiocine dei più coraggiosi, e non gli occhi  vigliacchi di chi oggi ci oltrepassa di parte in parte con una sola rapida occhiata.
Vi era nel corpo una certa intimità,  ogni cosa era al suo posto e funzionava come doveva funzionare… come dire, c’era per le cose e per le mie interiora più considerazione, magari ipocrita, ma ti consentiva un certo respiro, una maggiore serenità.
Oggi …. posso io ingoiarti senza che tutti lo vedano...”

Pinocchio -  “E del mio Geppetto…allora, cosa ne è stato, balena…?”

Balena – “E già, e delle mie viscere allora... che ne è stato delle mie viscere e del mio adipe, quel bel grasso che tanto mi teneva calda ed al riparo e per non parlare poi della mia digestione… di Geppetto, caro burattino, magari solo un vago ricordo, una reminiscenza di acre profumo di tabacco… ma in realtà non ricordo neanche se fosse il suo.”

Pinocchio – “Nulla è mai come viene raccontato, oramai dovrei averlo capito….”

Balena – “La verità, caro Pinocchio, è che oggi le favole fanno fatica ad alimentarsi e sopravvivere…c’è una tale fuga di notizie, non si può occultare un bel niente neanche all’interno del proprio ventre… ed ora che ti osservo  Pinocchio….vedo che anche tu non puoi avere segreti, raspato dagli sguardi ingordi, depredato nel legno e forse anche nella carne.

Pinocchio – “… da come la vedo io, cara balena, in queste limpidezze bisogna pur nuotare, ora che l’oceano comprende la terra ed il cielo e, tra le stelle, un grande e biancheggiante scheletro che articola e sostiene un corpo più  grande di quanto una volta tu stessa non fossi.
… Ecco, in questa informità Pinocchio e la balena non sono più tanto diversi, compenetrandosi si appartengono e, pur nella loro unicità, sono ora la stessa cosa .”
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Novembre 2009 12:09 )  
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