Piero Paladini Art & Design

Il gatto e poi la volpe

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01-albero Quello che più voglio nella mia vita è poter divenire, esser cosa o qualcuno o nulla, ma alfine che io possa non esser mai considerato cosa vacua agli occhi di quanti dal mattino a sera mi incroceranno.
Fatta riserva, sia chiaro, per quei baffuti figuri che, vestiti di nero e con lunghe strisce rosse sui lati dei pantaloni, sventolano manganelli dall’alto dei loro rosso-azzurri pennacchi fin sotto il mio naso…. manco fossero salcicce .

Pinocchio – “Ciò che più mi piace di questo piccolo teatro è la sua idea di compiutezza, quel suo limite attorno che pare proteggerti dal mondo lì fuori… ma nulla può questo perimetro contro quella sgradevole sensazione di sincera falsità in cui tutto si ripete eguale se visto dall’esterno, ed in cui invece tutto muta al suo interno.
E lì mano a mano  si susseguono davanti ai miei occhi  tutti gli amici ed i nemici che, così come vengono, dal lato opposto poi vanno… ci sarà mica un burrone di là, si sprofonda forse fino al centro della terra, sino alle sue budella per poi risalirvi...dico questo perché il gatto e la volpe mi pare di vederli sempre più grassi, ogni qualvolta tornano in scena ad ingannarmi, sarebbero certo capaci di dar morsi alla pancia del mondo e un poco alla volta, come dei vermi, annaspare in quella fino a farla imputridire nel suo stesso sangue, ma ecco…ora li vedo stanno per entrare.”

Volpe - “ Buon giorno signorino Pinocchio.”

Gatto – “ Buon giorno miaaao..”

Pinocchio – “Buon giorno a voi, miei grassi amici, da quanto vedo, Gatto, anche oggi avete ben pranzato ed anche Messere Volpe sembra avere un bel colorito….”

Volpe - “ Oooh Pinocchio perché dite così, forse trovate Messer Gatto un tantino imbolsito o non saranno quei decimi di febbre che rendono rubizzo il mio naso… ad ingannarvi .”  

Pinocchio -  “Cara Volpe, voi e il vostro compare siete più grassi ad ogni giro, e mi chiedevo…visto che i rivoli di sangue sulle vostre vesti tradiscono per intero la vostra natura, se non fosse il caso che d’ ora in avanti voi due compari non ritroviate più saggio uscir di scena esattamente da dove vi siete entrati .”

Volpe - “ Ma caro il nostro Pinocchio i ruoli sono quelli assegnati e lo sapete che, nostro malgrado, bisogna che ognuno di noialtri si attenga a quanto prestabilito e se tra un giro e l’altro io ed il gatto, passando per di là, si arraffa qualche boccone, voi dovreste saperlo, non è per ingordigia…voi lo sapete, giovane amico burattino, che un pasto caldo non si nega a nessuno… ”

Pinocchio – “Già, io lo so Volpe, e se solo per una volta potessi rifiutarmi di seguire il corso delle cose, negarmi di divenir bambino e darvi in pasto quel corpo che ad ogni rappresentazione è mio… tu ed il tuo compare allora morireste dalla fame e manchereste poi della forza necessaria per far di me brandelli… quella volta, allora, potrei più a lungo godere del tepore di quelle carni che m’appartengono ed in cui la vita s’infonde ogni volta, purtroppo solo per pochi attimi, prima che sia la fine.”  

Volpe - “ Su, non vi rattristate amico burattino, godetevi questi momenti, c’è ancora una buona mezz’ora prima che io ed il Gatto vi si appenda alla grande quercia, però… vedete di non mancare, lo spettacolo deve continuare, il bambino deve imparare che le monete…”

Gatto - “ … non son da coltivareee…miaaooo ” .
 
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