Piero Paladini Art & Design

Frammenti e dimensioni

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01-albero Le dimensioni dividono i pensieri li scompongono e li riappiccicano ad ogni singolo pezzo del mio dinoccolato corpo ….

… Al tempo in cui Geppetto mi sbozzava dal legno un pezzo alla volta, accadde che il mio puntuto piede, poggiato su di un lato del tavolo di  lavoro, fece un passo troppo in là e, cadendo, sfondò in un altra dimensione.
Ebbe l’effetto di un pungolo in una pozzanghera e, dopo esservi affondato, riaffiorò in modo tale che di lui non rimase che il suo profilo, appiattito in questo nuovo mondo.
Dapprima, il mio piede rimase colpito dalla quasi totale mancanza d’altezze che in questo nuovo sistema mostrava l’orizzonte molto vicino al proprio sguardo, tanto da non riuscire a intravedere alcunché prima d’averlo addosso, poi qualcosa di piccolo ed arcuato gli si delineò dinanzi e, più d’ogni cosa, notò il colorito roseo che lo caratterizzava ad una sua estremità…vi girò attorno e dopo un attento esame, disse:

Piede – “Ma tu sei un naso… pari pari a quello di Mastro ciliegia, rosso e circolare, una vera fetta di naso in carne ed ossa ….”

Naso - “ E cartilagine, prego. Tu piuttosto, sei un torsolo di triangolo di un qualcosa o una striscia di carta ben acuminata o cos’altro… e soprattutto come ci sei arrivato sin qui ?”.

Piede – “Io sono un piede … o per meglio dire una fetta del piede sinistro di Pinocchio e sono arrivato sin  qui… sono arrivato… beh!
Per dir la verità non so neanche dove mi trovo, ma di sicuro poco fa ero bello intero e insieme alle braccia ed il cappello, tutti ridipinti sul piano di lavoro di mastro Geppetto, e facevo vedere loro come si passeggia per le vie, quando non ti inciampo in uno scalpello… e giù giù giù…”

Naso - “… Sei una strana creatura e racconti di essere più di una semplice striscia di carta. E’ chiaro che apparteniamo entrambi al mondo tridimensionale, quello in cui tu saresti un piede ed io un naso, comunque qui siamo su di un mondo bidimensionale ed io vi sono incastrato da tre giorni e proprio non so come se ne possa uscire, … ah se solo non avesse ficcato il naso dove non doveva… e se solo ricordassi dove mi aveva infilato per cavarmi da qui !” .

Piede – “Sai, io penso che alla testa di Pinocchio piacerebbe incontrarti…da quando Geppetto vi ha dipinto sopra la bocca non fa che dire con quella, che sarebbe bello divenir umano, un fanciullo… sai, uno di quelli in carne e cartilagine… e io avrei un idea per uscire…”

Naso - “ Si dice in carne ed ossa… comunque senti, io qui m’annoio a morte ed il tizio a cui ero appiccicato prima non faceva che cercare di soffocarmi con un lenzuolo o qualcosa del genere… e forse è proprio con quello che m’ ha staccato e spedito quaggiù, bah!
… Quindi dimmi un po’ della tua idea, poi se tu credi, potremmo tornare insieme sul tuo piano di lavoro e chiedere a questo Geppetto d’appiccicarci entrambi sul tuo  Pinocchio…che ne pensi ? ”

Piede – “Oooh è fantastico, sarai il nostro primo pezzo umano e ti prometto che nessuno cercherà più di soffocarti, lo dirò io stesso a Pinocchio…”

Naso – “Ma tu non credi che sia poco armonioso un piccolo pezzo di carne maldestramente appiccicato al tuo testone di duro legno o carta che sia...”

Piede – “Beh...in effetti Pinocchio possiede già un bel naso lungo ed acuminato, però potremmo tenerti da parte e alla bisogna... là, tu saresti il primo della lista nella candidatura a naso di Pinocchio.”

Naso – “Spero tanto che la tua non sia una bugia, io ci terrei tanto a cambiar soggetto, che del primo sono ben lieto d’essermi liberato.”

Piede – “ Oooh naso non temere te lo prometto...Pinocchio te lo promette...tu sarai il nostro naso non appena, per un prodigio, tutti insieme saremo riassemblati in un unico bambino.”

Naso – “ Tu straparli piede ed io non sono nelle condizioni di non potermi fidare di te, ma ricordati se dovessi mancare alla promessa... auguro allora a quel tuo nasaccio di legno di...di allungarsi come fosse uno stupido arbusto, ecco.”
 
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