Piero Paladini Art & Design

I luoghi nella mente

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Si veleggiava a vista nel buio più fondo della mente, in attesa che qualcosa apparisse all’orizzonte, ben attenti a discernere cosa…poiché, in mare, bisogna fare attenzione ai sogni malevoli che emergono dall’olio nero sul quale, incauti, ogni notte scivoliamo, ed ingoiano in un incubo qualsiasi cenno di coscienza ravvisino in un raggio definito.
Da tali gorghi bisogna stare alla larga, aggirarli ed osservarli da lontano, solo per esser sicuri che rimangano a distanza.
I luoghi della mente sono privi di tempo e materia e di una fonte di luce propria, se non quella stessa della forma che appare e le ombre solo quelle che si vuole ci siano, come ulteriore proiezione di un corpo che viene fuori da sé per avanzarti incontro.
E fu in uno di quei luoghi che in seguito approdammo… man mano che la nostra imbarcazione si approssimava, andava delineandosi attorno a noi un’onirica città con edifici straordinari, ben piantati su di un terreno rossiccio e compatto, strutture dai volumi regolari, con archi e tegole, travature in legno e guglie, e poi scale, esili colonne e ambienti ariosi su interni che si aprivano inanimati ai nostri sensi e, muti, ci invitavano ad interagire con i loro spazi, forse solo per riconoscersi un motivo d’essere o per concedere a noi un rifugio dove soggiornare e così vivificare una dimensione in cui la vita stessa è un concetto astratto.
Accettammo l’invito e, una volta attraccati,iniziammo ad aggirarci per le sue vie con attenzione,visitammo gli spazi che andavano prendendo consistenza nella nostra memoria, prim’ ancora  che negli occhi .
Scorgemmo degli esseri scarni e dalle braccia come ali, curvi sulla schiena e in quella il cranio incassato e che sporgeva a dismisura in un osseo rostro puntuto, come di uccello…si allontanavano solo per discrezione ma al di sotto delle loro maschere cave, di sicuro, vi era gioia per averli trovati.
Alcuni di noi indossarono maschere e io tirai fuori dalla stiva dei trampoli, alcune aste per equilibristi e degli esotici animali.
Ghepardi, scimmie, giraffe e piccoli demoni che si erano imbarcati, quest’ultimi, strada facendo e dei quali non c’era verso di liberarsi…tutti per le vie al fine di farli loro vedere, tanto da incuriosirli e avvicinarli per dar vita insieme ad una sorta di carnevale, dove gli abitanti si mischiano ora ai visitatori, gli animali con gli uomini, la materia inanimata dei sogni con quella animata dai ricordi della vita terrena, le visioni immateriali della mente con la vita.
Poiché la simulazione può, in uno scatto, erompere e sfuggire da uno stato pensato di sogno e proiettarsi, attraverso il filtro della mente umana, su di un supporto materico sotto forma di pittura, scrittura, musica o altro e così restituirsi figlia, eguale ma diversa, al mondo da cui è scaturita.



Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Novembre 2009 16:53 )  
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