Piero Paladini Art & Design

Medievalia (brano tratto dal catal. Di medievalia 2000)

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Ci si sofferma su di un dipinto di Piero Paladini, dopo un primo sguardo sommario, e si avverte quel senso di disorientamento e inquietudine per qualcosa che non quadra; sia una inattesa intrusione o un elemento mancante, non è facile percepirlo immediatamente. Come un cerchio che non si chiude, un giro armonico con una nota stonata, una amena scenetta dall’inaspettato risvolto inquietante, così il quadro sovverte la sintassi, sollecita interrogativi, vive.
Paladini è anche autore di favole e illustrazioni: schemi narrativi essenziali e stringenti, spesso dal guizzo finale spiazzante. Allo stesso modo in pittura racconta storie in cui una svolta repentina e maldestra, quanto provvidenziale, altera un percorso compositivo altrimenti scontato, lo emancipa da accomodanti tabù illustrativi.
Quel dipingere, divertito e meditato, i cui elementi rendono vibrante e dinamica una composizione in cui nulla pare affidato al caso: l’opera è frutto di un procedimento creativo fondato sul connubio tra intuizione e progetto, con il preciso intento di dare corpo ad un preciso elemento figurale primario, embrione sommerso dal tempo ed esumato dalla memoria.
Paladini si tiene lontano dai modi informali e concettuali, ma rifugge pure dal pedissequo realismo, dal verosimile puro e semplice.
La sua è, appunto, una visione della realtà dopo un indagine di se stesso e della propria coscienza;e perviene così ad un mondo “altro”, fatto di immagini ed oggetti riaffioranti da un’infanzia che è anche vissuto collettivo.
Inoltre, le passate esperienze grafiche hanno segnato stilisticamente il suo lavoro, soprattutto sul piano del taglio illustrativo e delle scelte cromatiche, e in misura maggiore sul corpus di opere della prima stagione: qui le figure, gli animali, i mezzi di trasporto, mutuati dall'immaginario infantile,sono costruiti attraverso linee e contorni netti, nonché colori primari “sparati” e resi indispensabili al sostenimento dell' impianto compositivo.
In seguito sono invece comparsi due elementi nuovi, uno tematico e l'altro formale.il primo, che nondimeno implica anche caratteri squisitamente grafici e strutturali, non manca di rispondere alle immutate istanze ideologiche e narrative dell artista, ma arricchisce l'opera di contenuti e, appunto,comporta nuovi canoni rappresentativi.
Parlo del medioevo che ha affascinato Paladini.
E il portato mitologico e la forte carica suggestiva di questa epoca storica sono, difatti, altrettanto importanti se non fondamentali_ per l'elaborazione materiale del dipinto.
Gli oggetti senza tempo, i giocattoli archetipi, gli animali, le figure appartenenti all' iconosfera di una comune infanzia, e dunque dotate in precedenza di una certa  “ universalità “ e atemporalità, hanno trovato una precisa collocazione storica. E, fatalmente, il quadro si arricchisce di nuovi elementi figurali, si popola di cavalli e cavalieri, esseri demoniaci e giullari, armi, corazze e scudi levati in battaglia.
Tuttavia, mai la visione è priva di quel senso del grottesco e di quello spirito ludico che hanno sempre costituito i caratteri peculiari dell'opera di paladini.
Una maggiore carica espressionistica, stimolata proprio dal tema trattato, conferisce quel surplus di surrealismo onirico per certi versi riconducibile, come accennato in altre occasioni, a grandi interpreti sia rinascimentali_sembra qui meno remoto un richiamo a bosch _che dell'età contemporanea, viste ora alcune ascendenze anche alla visionarietà fiabesca chagall.
Anche sul piano formale, come detto, si assiste ad una svolta: l'artista non tralascia i propri schemi illustrativi, proseguendo nel suo operare per chiasmi e simmetrie, reiterazioni, contrasti cromatici ed ampie campiture di fondo.
Appaiono però le sfumature, e le tinte si attenuano; le nette giustapposizioni si accompagnano a sovrapposizioni e stratificazioni che lasciano intravedere il passaggio di colore sottostante.la rigidità geometrica è ammorbidita, minore l'apporto costruttivo dei colori primari.
Prevale quella maggiore libertà pittorica che gli consente di indugiare sull'uso del pennello e della spatola senza comunque abbandonare squadra e compasso, di mediare tra ordine e concetto e impeto cercandone la complementarità :di dare forma e colore- aggiungo io – ad un lirismo coerente nel suo percorso evolutivo ed espressione delle potenzialità e della maturità dell'artista.

Domenico Saponaro


Last Updated ( Monday, 05 December 2011 15:00 )  
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